Come eravamo...
ovvero: cose d'altri tempi
La realizzazione di queste pagine è stata possibile grazie al contributo di:
I1COB (per le Riviste), I1YST (per i testi).
Si ringrazia, inoltre, chi ha messo a disposizione altro materiale.
Premessa
Avendo tra le mani un numero imprecisato di Radio Rivista, qualche numero del Radio Giornale e alcuni quotidiani, tutti quanti "vecchi", ci siamo chiesti se non era il caso di "tirare fuori" da
quel "malloppo", spigolando qua e là, qualche notizia interessante e curiosa per i tempi nostri ma non certamente per coloro che vissero in quel periodo. È così che è nata l'idea di scrivere queste pagine.
La difficoltà maggiore, se di difficoltà si può parlare, per noi che non siamo del mestiere, è stata quella di "condensare",
in poche righe, articoli a volte lunghi tre o quattro pagine, e anche più, mantenendo il senso del discorso, senza stravolgere o alterare il giudizio
finale di chi, quell'articolo, l'ha concepito e scritto.
Ci auguriamo che lo sforzo fatto (praticamente abbiamo sfogliato, letto o riletto tutte le Riviste!) sia recepito dalle nuove leve come la nostra volontà e desiderio di far conoscere un po' della nostra storia, che poi è anche loro patrimonio.
I "vecchi" OM forse rimpiangeranno un poco quei tempi e forse, rileggendo queste notiziole, si ritroveranno più giovani nell'andare con la mente a quegli anni "eroici".
Abbiamo raccolto anche qualche curiosità al di fuori del radiantismo, per capire meglio il contesto storico in cui si susseguivano gli eventi che ci hanno interessato da vicino.
Ci siamo fermati, volutamente, al 1970. Dopo, è ancora storia forse troppo recente...
Certe frasi racchiuse tra virgolette sono quelle pubblicate sulle Riviste degli anni menzionati.
Poiché i prezzi dei materiali o delle riviste erano ovviamente espressi in Lire, abbiamo voluto mantenere
la stessa "valuta" anche in certi paragoni che abbiamo fatto. I "sostenitori" dell'Euro ci scuseranno.
I link ad alcuni argomenti e siti sono in colore rosso

l "Radio Giornale" (il "nonno" di Radio Rivista) fa il suo debutto, col primo numero, il 15 Dicembre 1923 e si definisce "Rivista mensile per dilettanti di Radio".
Il proprietario della "testata" e direttore al tempo stesso è l'ing. Ernesto Montù. Costa Lire 1,50 e l'abbonamento
a 12 numeri 15 Lire. Uscirà il 15 di ogni mese.
Correva l'anno 1925 e sulla "Rivista quindicinale di volgarizzazione radiotecnica 'La Radio per Tutti' redatta
e illustrata in modo da esser compresa da tutti", leggiamo sulla prima pagina del n° 15 di Agosto: "Una Rivista radiotecnica di Milano infuria contro
'La Radio per Tutti' per una noticina che la riguardava, di un nostro Redattore. Troppo rumore! A noi ripugna di metterci in piazza a battere il tamburo
e a dar fiato alle trombe e ai tromboni, tanto più che la gente potrebbe supporre che il frastuono si faccia a scopo di 'réclame'. Per cui tacciamo.
E proseguiamo nella nostra opera silenziosa, ma fervida e feconda, per la diffusione e la volgarizzazione della Radio in Italia".
Non ci sono riferimenti, ma vuoi vedere che si riferiva per l'appunto alla Rivista "Il Radio Giornale" ???
Si litigava fin d'allora...
Il 1° Gennaio 1927 si costituisce l'A.R.I., Associazione Radiotecnica Italiana, creata dall'A.D.R.I., Associazione Dilettanti Radiotecnici Italiani, e dal R.C.N.I., Radio Club Nazionale Italiano,
che in essa si fondono. L'ARI verrà eretta in Ente Morale con DPR del 10 Gennaio 1950. Oltre allo Statuto, l'Associazione emana anche un
Codice del Radioamatore.
L'Associazione raggruppa "dilettanti, tecnici, industriali e commercianti".
Precisiamo subito che l'associazione dei radioamatori in Italia, ha avuto, agli inizi, tre Organi Ufficiali. Nel 1924 la A.D.R.I. adottava come suo organo
la Rivista "La Radio per tutti", modesto bollettino dei cultori della radio milanesi. Nel 1927 la nuova Associazione (A.R.I.), sorta dalla fusione fra R.C.N.I. e A.D.R.I., adottava come organo ufficiale
un periodico più prestigioso:" Il Radio Giornale", fondato da Ernesto Montù nel 1923.
Sul n° 9 di Settembre del Radio Giornale leggiamo nell'intestazione che il Presidente Onorario dell'Associazione è il Sen. Guglielmo Marconi, il Presidente è il Prof. Giuseppe Pession e il Segretario Generale Ernesto Montù, che è
anche Direttore della Rivista.
La Rivista costa 3 Lire e la tessera sociale 40 Lire (compresi 12 numeri).
La redazione comunica con entusiasmo che nei giorni 18, 19 e 20 Settembre 1927 si terrà a Como il "Primo Congresso Nazionale di Radiodilettanti Italiani".
Le "licenze di trasmissione accordate in Italia dal Ministero competente non sono neppure una ventina, ma l'ARI insiste perché non si limiti la concessione a pochi privilegiati, e si consenta viceversa anche alle nuove reclute di studiare e sperimentare."
Nella prima settimana di Agosto il Consiglio dei Ministri ha varato un Decreto dove al primo punto si legge che "verrà creato
un nuovo Ente del quale faranno parte l'Unione Radiofonica Italiana, i Costruttori, i Commercianti e i Dilettanti Radio". Al punto 5 si fissa la riduzione del canone d'abbonamento "mensile" da Lire 8,75 a Lire 5.
Verso la fine del 1927 l'U.R.I. diventerà E.I.A.R., e in seguito... R.A.I.
Il Radio Giornale contiene articoli vari su: eterodina, applicazioni radiotecniche, misure elettriche. Vi sono pure i "dieci comandamenti" del Dilettante: al punto 5 si legge testualmente "risparmiate i vostri vicini evitando
di fare oscillare il vostro apparecchio." Il punto 8 consiglia di "conservare l'apparecchio al riparo dalla polvere."
Qui sotto a sinistra la copertina del Radio Giornale del 1927, a destra pubblicità di valvole:

Nel numero di ottobre, dello stesso anno, constatiamo che i "trasmettitori" italiani (radiodilettanti, associazioni, organi statali) sono a quota 158, mentre le licenze di
trasmissione rilasciate sono solo 16. Seguono gli elenchi completi.
I nominativi iniziavano tutti con "1" seguiti da due lettere, a parte qualche eccezione, come il Politecnico di Torino, il cui nominativo era 1APT.
La rivista contiene sempre articoli misti, sia sui dilettanti veri e propri (gli OM dell'epoca) che sui ricevitori commerciali (radiodiffusione, broadcasting), questi ultimi con tanto di orari e frequenze.
A pag. 5 si parla dettagliatamente della grande Esposizione Radiotecnica Germanica, svoltasi a Berlino dal 2 all'11 Settembre 1927: "... più di 300 espositori, esclusivamente industriali produttori. Non sono ammessi i commercianti..."
Si da risalto al fatto che "... ogni ditta espositrice d'altoparlanti ha, annesso allo stand, un piccolo locale di ricezione chiuso, per non recar disturbo agli altri espositori o visitatori, non come alla Fiera di Milano, che in occasione di un esperimento di esposizione
radiotecnica, il visitatore, tormentato dall'orribile gracidare di tutti gli altoparlanti insieme, dai suoni diversi, poteva credersi sprofondato in una bolgia dantesca..."
A pag. 9 c'è il resoconto di "Prove di trasmissione dall'Adamello", di 1CN, in cui si legge: "... eseguire esperienze ad alta quota, lontani dalla civiltà... Permettere l'osservazione delle influenze della nebbia e del forte disgelo sulle comunicazioni senza filo...".
L'articolista si compiace poi del fatto che "... contrariamente a ciò che affermava una rivista di Meteorologia, il disgelo non ha affatto influito sulla quantità delle scariche atmosferiche... Con la nebbia
si notava dei periodi di 'fading' quando qualche nube copriva e avvolgeva l'aereo (l'antenna)...".
A pag. 25 s'informa che sono in vendita, presso la Segreteria Generale dell'ARI, i distintivi sociali: fondo rosso per i Consiglieri, verde per i Delegati e blu per i Soci, e tutti al prezzo cadauno di Lire 5 "Italia e Colonie franco di porto".
La Rivista si conclude con una lunga relazione sul Congresso di Settembre. Vi trascriviamo qualche passaggio, perché merita davvero: "... innumerevoli CQ di 1FO, 1AU e 1MA, in D.C. più o meno puro, in A.C.
di numero imprecisato di periodi ai quali facevano eco le risposte di un pirata in AC 500 periodi con relativa calata in cantina, hanno deliziato i congressisti e i (disgraziati!) vicini... / ... Si passa ai discorsi sintonizzati da due vassoi
ricolmi di panini imbottiti... / ... Si tratta di fare o non fare gli americani. Qualcuno vorrebbe fare anche l'indiano, ma poi si decide di accodarci al paese
dei dollari in merito alle richieste di lunghezze d'onda per dilettanti...".
La visita a 1RG (Montù) a Bellagio chiude il Congresso.