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l C.D. A.R.I. Sanremo e la
Sezione condivide e sostiene le motivazioni costitutive e il lavoro dell'I QRP Club che promuove la figura del Radioamatore come autocostruttore e aiuta tutti coloro che fanno cultura QRP con passione ed umiltà e professano nell'etere questa via.
Il Club QRP annovera circa 800 iscritti, ha una Newsletter trimestrale dove i problemi della radio e del
QRP sono divulgati, ha un Sito Ufficiale in internet per le news (come scrittto in testa alla pagina), promuove almeno un Meeting annuale dove è possibile incontrarsi e confrontarsi. Promuove con la Sezione ARI di Brescia il Contest
QRP Italiano.
I QRP Club, insomma, cerca di rispondere alle esigenze di un settore della vita amatoriale che dalla nostra Associazione è dimenticato e dove, a nostro avviso, nasce l'unica palestra per il crescere
di un futuro Amatoriale.
Pensieri... di uno dei "tanti"...
Al di fuori di grandi
considerazioni, per un ruspante che va in radio, quali possono essere le motivazioni che inducono molti radioamatori ad usare nelle loro comunicazioni la bassa potenza, codificata QRP? Io, che sono uno di questi, mi sono interrogato e, frequentando amici che prediligono essere radioamatori in questo modo mi sono fatto l'idea che molti sono ancora gli appassionati, come un tempo, dell'autocostruzione delle proprie apparecchiature, cosa divenuta praticamente quasi impossibile data l'enorme complessità delle stesse .
Molti comunque considerano il QRP una via ancora percorribile dell'autocostruzione, una via quasi veloce e di relativa semplicità, dove si può costruire da soli, senza essere necessariamente dei
professionisti e avere delle faraoniche strumentazioni, ma soprattutto usufruendo del tempo disponibile.
Altri radioamatori hanno crisi di rigetto per le mille manopole, per i "menù", e le cento lucette, dove molte volte l'apparecchiatura diventa protagonista e l'operatore un succube. Altre volte ancora, ed è più triste, si ha o si cambia l'apparecchiatura non per una esigenza tecnica, non per migliorare la comunicazione, ma perché è di moda, quasi uno status simbol!
Io credo, in fondo, che il QRP rappresenti un ripensamento, quasi una meditazione inconscia, un riavvicinarsi alle cose che hanno caratterizzato la nostra attività nella maggior parte del nostro tempo.
Già, infatti, la maggior parte sono ancora autocostruttori, che preparano e vivono ogni volta l'esperienza, non pretendono nulla ma gioiscono del dialogo nella comunicazione, molto lontani dallo squallido "five nine, go" di oggi. Questi OM hanno certamente una diversa filosofia della comunicazione, sono operatori, nella maggior parte, si sono costruiti o hanno modificato RTX, che
vogliono provare, riconsiderando ogni volta la propria abilità, i propri mezzi, le distanze, le condizioni di propagazione, legandosi alle migliori tradizioni.
Dunque, nella maggior parte dei casi, un operatore attento, che cerca di sfruttare al meglio le proprie apparecchiature, che non disturba, che è paziente per riuscire, che è educato più ad ascoltare che a trasmettere, valutando i segnali ricevuti ai propri mezzi, mettendo in pratica l'antico adagio, che son tre le cose che fanno sicuramente la comunicazione: l'antenna, il ricevitore e l'operatore.
"Nel radioamatore la voglia di fare DX a
volte è una emozione molto indisciplinata, con il QRP resta sicuramente una pacata speranza"...
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