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Autori › Raccolta articoli pubblicati da ARI Sanremo sul 24° Ciclo Solare
Raccolta articoli pubblicati da ARI Sanremo sul 24° Ciclo Solare

24° Ciclo Solare

(by i1yst)



La teoria di Timo Niroma (31 Dicembre 2009)

Timo Niroma è uno scienziato finlandese che ha elaborato un'interessante teoria, puramente statistica, sul perché alcuni cicli solari durino di meno o di più di altri e soprattutto sul perché in certi periodi avvengono minimi tipo Maunder, Dalton, e altro.
Questo studio prende in considerazione l'orbita di alcuni pianeti del nostro sistema solare, ed in particolar modo quella del pianeta più grande, cioè Giove.
Timo Niroma ha notato che nel corso dei secoli, più Giove si avvicina al Sole, più il numero di macchie solari diminuisce e i cicli si allungano, a causa dell'influenza del campo magnetico che il pianeta ha verso il Sole.
Secondo questa teoria, Niroma, già dal 2006, aveva predetto che il ciclo 23 sarebbe durato 13 anni, prevedendo il suo minimo nell'estate 2009 ed il massimo del 24° solo nel 2014, affermando inoltre che sarebbe stato un ciclo molto debole, con al massimo 30-60 SSN (Sun Spot Number). E tutto ciò proprio perché Giove sarà al perielio (minima distanza del pianeta dal Sole) nel Marzo del 2011.

Ma vediamo nel dettaglio cosa scrive.

Now the next Jovian perihelion is in late March in 2011. I predict that the length of the cycle 23 is 13 years. This means a minimum in Summer 2009. The exact length depends on what we regard as the real minimum, the arithmetic 1996.4 or the agreed-upon 1996.8. Actually it seems that there were two minima. A late spurt of the cycle 22 stopped for a while the first steps of the cycle 23.
Either way this means that the cycle 24 will be very low, in the range of 30-60, or a Dalton level. This means that the maximum will be reached only in 2014. All this means there will be a cooling for decades, for 60 to 80 years. The rise of the CO2 in atmosphere from 0.03 to 0.04% does not have any meaning in this play as the last 200 million years in Earth's history show. I am a statistician and this is a statistical study, but a remark for those, who urgently for years have asked me about the physical reason: I find the Svensmark theory (2006) of cosmic rays oscillating to the rhythm of the Sun's magneticfield as the most promising. The CERN investigations in 2008 probably will settle the issue.
If we ignore the elliptical orbit of Jupiter around the Sun and replace it with a more easily grasped model, we can imagine Jupiter as approaching the Sun 5.93 years and then suddenly reverse the approach to escape for the next 5.93 years at the moment Jupiter is at its heliocentric perihelion. Now we see that we can imagine Jupiter's magnetosphere as approaching the Sun, intruding into it, warping it and finally intertwin with it, when Jupiter approaches the Sun. During the perihelion the direction and effect are suddenly reversed. As you see later, the statistical measurements show that sunspots in average get more scarce when Jupiter nears the Sun. At the perihelion the smoothed value has never exceeded 100 Wolfs since we have the monthly values from 1749.


In pratica egli afferma che:

Il perielio di Giove avverrà verso la fine di Marzo 2011. Prevedo che la durata del 23° ciclo sarà di 13 anni. Il minimo è avvenuto nell'estate del 2009. La durata esatta dipende da ciò che noi consideriamo il reale minimo, la media aritmetica 1996,4 o quella concordata 1996,8. In realtà sembra che ci siano stati due minimi.
L'attardarsi del ciclo 22 ha interferito un po' con il ciclo 23.
In entrambi i casi questo significa che il ciclo 24 sarà molto basso, nella gamma di 30-60, o a livello Dalton. Ciò significa anche che il massimo verrà raggiunto solo nel 2014. Tutto questo dimostra che ci sarà un raffreddamento per decenni, da 60 a 80 anni. L'aumento della CO2 nell'atmosfera dallo 0,03% allo 0,04% non ha alcun senso in questo contesto, come gli ultimi 200 milioni di anni della storia della Terra dimostrano.
Sono uno statistico e questo è uno studio statistico, ma un commento a coloro, che per anni mi hanno chiesto la ragione fisica: ritengo la teoria di Svensmark (2006) relativa all'oscillazione dei raggi cosmici al ritmo del campo magnetico del Sole come la più affidabile. Le indagini del CERN avvenute nel 2008, probabilmente chiariranno questo argomento.
Se ignoriamo l'orbita ellittica di Giove intorno al Sole e la sostituiamo con un modello più facilmente comprensibile, possiamo immaginare come Giove si avvicina al Sole per 5,93 anni per poi improvvisamente invertire la marcia e allontanarsi per i prossimi 5,93 anni nel momento in cui è al suo perielio eliocentrico.
Ora possiamo immaginare che la magnetosfera di Giove, avvicinandosi al Sole, si introduca in esso, venga deformata e infine si intrecci con esso. Durante il perielio la direzione e gli effetti vengono improvvisamente invertiti.
Le misurazioni statistiche dimostrano che le macchie solari, in media, sono più scarse quando Giove si avvicina al Sole. Al perielio il valore riscontrato non ha mai superato i 100 Wolfs poiché abbiamo i valori mensili dal 1749.

(Traduzione dall'inglese di i1uwf)

Se poi a tutto questo aggiungiamo le coraggiose dichiarazioni di David Hathaway (fisico solare del Marshall Space Flight Center della NASA), nel suo 'Mea Culpa', non possiamo far altro che prendere atto delle conclusioni, nelle quali egli ammette di aver sbagliato le previsioni.
Infatti, a questo punto, Hathaway non ha il minimo dubbio che il 24° Ciclo Solare sarà un ciclo di poco conto.
La sua previsione attuale è che esso sarà circa la metà di quello che abbiamo visto negli ultimi quattro cicli solari o giù di lì.
Ma dentro di sé, Hathaway sente che sarà inferiore anche agli ultimi quattro.
Il nuovo Ciclo è lento a decollare e gli indicatori che si riscontrano dimostrano che entrambi i campi polari e gli indicatori geomagnetici sono tra i più bassi osservati finora.


Dov'è finito il 24° ciclo solare? (19 Agosto 2009)

Il ciclo solare si comporta un po' come il mercato azionario. Quando si pensa che sia arrivato al fondo, va ancora più in basso.
Il 2008 è stato molto avaro in tal senso. Non sono state osservate macchie solari in 266 giorni su 366 (73%).
Per trovare un anno con Soli così "bianchi", bisogna tornare indietro al 1913, anno che fu senza macchie per ben 311 giorni.
Suffragati da questi numeri, alcuni osservatori sostengono che il ciclo solare ha raggiunto il minimo nel 2008.
Ma forse non è così semplice.
I Sunspot contati finora nel 2009 sono ancora più bassi. Dal 31 marzo non ci sono state macchie solari in 78 giorni su 90 (87%).
Con questi dati si giunge ad una inevitabile conclusione: "Stiamo vivendo un profondo minimo solare", afferma il fisico Dean Pesnell del Goddard Space Flight Center.
"Questo è il più tranquillo dei Soli che abbiamo visto in quasi un secolo" concorda David Hathaway del Marshall Space Flight Center.
Nel 2008 sono stati registrati questi dati:
50 anni di bassa pressione nel vento solare: le misurazioni del veicolo spaziale Ulisse rivelano un calo del 20% nella pressione del vento solare, a partire dalla metà degli anni 1990, il punto più basso, dal momento che tali misurazioni sono iniziate nel 1960.
Il vento solare contribuisce a mantenere i raggi cosmici galattici fuori dal sistema solare interno. Con il vento solare che diminuisce, più raggi cosmici sono destinati ad entrare, con conseguente rischio per la salute. Un vento solare più debole significa anche un minor numero di tempeste ed aurore geomagnetiche sulla Terra.
12 anni di bassa irradiazione: le misurazioni spaziali della NASA mostrano che la luminosità del Sole è scesa dallo 0,02% a lunghezze d'onda visibili e dal 6% alle lunghezze d'onda UV estreme, dal minimo solare del 1996.
I cambiamenti finora riscontrati non sono sufficienti, si suppone, per invertire il corso del riscaldamento globale.
55 anni a basso contenuto di emissioni radio solari: alcuni ricercatori ritengono che il diminuire delle emissioni radio sia un'indicazione della debolezza del campo magnetico globale del sole. Nessuno è certo, tuttavia, perché la fonte di queste emissioni radio monitorate non è completamente comprensibile.
Tutti questi bassi livelli hanno suscitato un dibattito, tuttora in corso, circa il fatto che il minimo è "strano", è "estremo" o è solo "in ritardo" dopo una serie di massimi solari insolitamente intensi.
"Da quando l'era spaziale è iniziata, negli anni '50, l'attività solare è stata generalmente alta" - osserva Hathaway - "cinque dei dieci cicli solari più intensi si sono verificati negli ultimi 50 anni. Non siamo abituati a questo tipo di tranquillità solare, anche se tutto ciò era abbastanza comune un centinaio di anni fa. I minimi solari del 1901 e del 1913, per esempio, sono stati ancora più lunghi di quello che stiamo vivendo ora. Per raggiungere quei minimi, in termini di profondità e longevità, il minimo corrente dovrà durare almeno un altro anno."
"In un certo senso, la calma è emozionante" - dice Pesnell - "per la prima volta nella storia, assistiamo ad un vero minimo solare, così profondo da esserne compiaciuti."
Una flotta di veicoli spaziali, compreso il Solar Heliospheric Observatory (SOHO), le due sonde STEREO, le cinque sonde di THEMIS, Hinode, ACE, Wind, TRACE, AIM, TIMED, Geotail e altri, stanno studiando il Sole ed i suoi effetti sulla Terra utilizzando una tecnologia che non esisteva 100 anni fa.
Le loro misurazioni del vento solare, dei raggi cosmici, dell'irraggiamento e dei campi magnetici indicano che il minimo solare attuale è molto più interessante e profondo, e che nessuno è stato in grado finora di prevedere. La tecnologia moderna, infatti, non può prevedere cosa verrà "dopo".
Competere con decine di modelli solari in disaccordo, a volte in modo drastico, dire quando e come questo minimo solare si concluderà, quando avremo le risposte saremo già nel massimo solare da un pezzo...
La grande incertezza deriva da un semplice fatto: nessuno comprende la fisica alla base del ciclo Sunspot.
Pesnell ritiene che le macchie riprenderanno molto presto "forse entro la fine dell'anno" e che sarà seguita da un massimo di intensità al di sotto della media solo nel 2012 o 2013.
Ma come le altre previsioni, egli sa che potrebbe sbagliarsi...
Fonte: NASA


David Hathaway e le macchie solari del Gruppo 1007 (8 Novembre 2008)

Dopo due anni con poche macchie solari, pare che il sole dia finalmente qualche segno di vita.
"Penso che il minimo solare sia ormai dietro di noi" spiega David Hathaway del NASA Marshall Space Flight Center "infatti in Ottobre abbiamo contato cinque gruppi di macchie solari".
"Potrebbero non sembrare molte, ma con un record così basso di macchie solari nell'ultimo anno, cinque è una quantità significativa. Questo rappresenta un aumento reale dell'attività solare".
Il nuovo ciclo di macchie solari (gruppo 1007) è emerso il 31 Ottobre ed ha continuato ad essere presente fino ad oggi.
Ancora più significativo è il fatto che quattro dei cinque gruppi di macchie solari appartenevano al ciclo 24.
"In Ottobre le macchie solari del nuovo ciclo 24 sono state superiori a quelle del vecchio ciclo 23. Questo è un buon segno e significa che il nuovo ciclo sta finalmente decollando".
Il vecchio ciclo solare 23 ha raggiunto il picco massimo nel 2000 e da allora è diminuito fino a bassi livelli. Nel frattempo, il nuovo ciclo solare 24 ha lottato per emergere. Il 2008 è un anno di sovrapposizione, con entrambi i cicli debolmente attivi nello stesso tempo. Da Gennaio a Settembre, il sole ha prodotto un totale di 22 gruppi di macchie solari; l'82% di essi apparteneva al vecchio ciclo 23. In Ottobre se ne sono aggiunti altri cinque, ma questa volta l'80% apparteneva al nuovo ciclo 24.
A prima vista, il vecchio e il nuovo ciclo si confondono, sembrano la stessa cosa, ma non lo sono. A far la differenza sono due fattori importanti:
(1) Il nuovo ciclo di macchie solari appare sempre ad alta latitudine, mentre le macchie del vecchio ciclo si mantengono intorno all'equatore del sole.
(2) La polarità magnetica del nuovo ciclo è invertita rispetto al vecchio ciclo.
Quattro gruppi di macchie solari su cinque, nel mese di ottobre, hanno soddisfatto questi due criteri, per essere quindi dichiarati, a tutti gli effetti, membri del ciclo 24.
Il più grande del nuovo ciclo di sunspot è emerso alla fine di Ottobre e, come riportato più in alto, porta il numero 1007.
Il 3 e il 4 Novembre sono state inoltre segnalate violente esplosioni (solar flares) di classe B. Sebbene i solar flares di classe B siano considerati minori, le esplosioni sono state registrate sulla Terra. Raggi X hanno investito il lato diurno del nostro pianeta e ionizzato l'atmosfera sopra l'Europa. Alcuni Radioamatori che monitorano le VLF e i beacons hanno notato strani "fades" e "picchi" causati dai disturbi ionosferici.
Hathaway trattiene l'emozione: "Siamo ancora lontani dal massimo solare e, nel frattempo, il sole avrà ancora alcuni periodi di tranquillità". Anche con la sua "ventata" di sunspot, il sole in Ottobre è stato in gran parte bianco, con zero macchie solari in 20 giorni su 31.
Ma siamo solo all'inizio. Staremo a vedere.


Il Sole, questo sconosciuto... (13 Ottobre 2008)

Quando il sole è più attivo magneticamente, il numero di macchie aumenta, e per molti studiosi questo comporta conseguenze anche per il clima terrestre, che va incontro ad una fase più calda.
Se invece l'attività geomagnetico solare è bassa, e quindi il numero di macchie è pari a zero o molto esiguo, allora il clima del nostro pianeta subisce un raffreddamento (vedi articolo sul Corriere della Sera).
Molti dubbi e ripensamenti, guardacaso, li ha avuti persino il professor David Hathaway, fisico solare del Nasa Marshall Space Flight Center di Huntsville, Alabama.
Ma tali ipotesi scientifiche sono tutt'altro che certezze, e il mondo della ricerca è ancora diviso sulla reale entità delle molte correlazioni Sole-Terra.
Tali teorie sono estremamente complesse, e quella sopra è solo una semplice sintesi dei "benpensanti".
È di questi giorni la notizia dell'avvistamento del sunspot 1005 (11 Ottobre), lo avrete certamente letto su uno dei siti indicati in questa pagina sulla sinistra, sotto la voce "Sunspot".
I principali centri di studio come il SIDC (Solar Influences Data Analysis Center) situato in Belgio, il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) famosissimo centro di studi meteo-climatici americano, ed anche il più piccolo Osservatorio Astrofisico di Catania, sembra stiano facendo una gara, in questi ultimi tempi, per identificare macchie solari, possibilmente microscopiche!
Spesso, in verità, essi danno l'impressione di arrampicarsi sugli specchi, giudicando come macchie perturbazioni (improvvise variazioni dell'intensità del flusso di protoni provenienti dal sole durante i "brillamenti") della superficie solare davvero minime e veloci a scomparire. Ma soprattutto, quei ricercatori, si contraddicono a vicenda, per cui oggi abbiamo addirittura tre versioni diverse sul numero di giorni spot-less delle ultime settimane.
Quello che è interessante, è che questa sorta di caccia quasi "sportiva" alle macchie solari apre alcuni problemi di difficile soluzione.
Quando si parla di periodi come il Minimo di Maunder, o quello di Dalton (1790-1830), o di Spörer, di cosa stiamo parlando?
Perché di certo sappiamo che corrisposero a periodi in cui furono osservate pochissime macchie solari: ma con quale criterio e soprattutto con quali strumenti furono avvistate?
Se oggi i super-tecnologici centri astronomici litigano per l'individuazione di macchie minuscole, invisibili con il cannocchiale casalingo, cosa ci assicura che in passato tali macchie non sarebbero state considerate... degne di considerazione?
E se fosse così, il minimo che stiamo vivendo assumerebbe ancora di più il valore di un minimo importante, come i minimi precedenti al 1900.


Era Glaciale ??? (9 Ottobre 2008)

La Terra, lungi dal riscaldarsi come tutti temono, pare si stia dirigendo verso un'altra era glaciale.
Lo afferma il geofisico e ingegnere astronautico Phil Chapman, primo australiano a diventare un astronauta della Nasa, il quale ha studiato le rilevazioni dell'Osservatorio solare ed eliosferico degli Stati uniti, secondo cui attualmente le macchie solari sono quasi del tutto inesistenti.
Contrariamente ai timori sul riscaldamento globale, la temperatura terrestre è rimasta stabile o è leggermente diminuita nell'ultimo decennio, nonostante il continuo aumento di concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera, e ora la temperatura globale sta rapidamente diminuendo, spiega Chapman.
Tutte e quattro le agenzie che registrano la temperatura della Terra, tre in Usa e una in Gran Bretagna, riferiscono che questa è diminuita di 0,7 gradi Celsius nel 2007, il cambiamento più rapido finora registrato con strumenti, che ci fa tornare alla temperatura del 1930.
Se la temperatura non torna presto a risalire, dobbiamo concludere che il riscaldamento globale è finito, aggiunge.
Le macchie solari sono zone ristrette della superficie solare che appaiono nere all'osservazione ottica per via della minore emissione di luce rispetto all'area circostante, più calda, della fotosfera, e sono originate da intensi campi magnetici che raffreddano il plasma.
Alcuni scienziati ritengono che un forte campo magnetico solare, quando vi è una forte attività di macchie solari, protegge la Terra dai raggi cosmici, riducendo la formazione di nuvole. Quando però il campo magnetico è debole, durante la bassa attività di macchie solari, i raggi possono penetrare nella bassa atmosfera e la copertura di nuvole cresce, raffreddando la superficie terrestre.
È tempo di mettere da parte il dogma del riscaldamento globale, almeno per cominciare una programmazione di contingenza su cosa fare se ci stiamo avviando davvero verso un'altra piccola era glaciale, simile a quella che è durata dal 1100 al 1850, sostiene Chapman.
Non vi è dubbio che una prossima era glaciale sarebbe molto peggiore della precedente, e più pericolosa del riscaldamento, poiché la popolazione mondiale è molto più numerosa e dipende da poche aree agricole temperate.
La valutazione di Chapman è che vi sia una probabilità di almeno il 50% che nei prossimi decenni si assista ad un significativo raffreddamento, piuttosto che ad un riscaldamento.
Fonte: www.theaustralian.news.com.au


Ciclo Solare: cosa ne pensa la NASA? (1 Ottobre 2008)

Il 2008 è uno degli anni più avaro di macchie solari dal 1954, tre anni prima del lancio dello Sputnik, quando il sole andò in "bianco" per 241 giorni.
I ricercatori non si scoraggiano affatto, anzi, è un'occasione ghiotta ed eccitante per studiare meglio il sole, senza la "complicazione" delle macchie solari, dice Dean Pesnell del Goddard Space Flight Center.
Vi è inoltre la questione dell'irradiazione solare, aggiunge Pesnell. I ricercatori hanno constatato un sole più "fioco", cioè un calo di pressione nel vento solare. Il cambiamento è piccolo, solo una frazione in percentuale, ma significativo.
Domande sugli effetti che potrebbero avere sul clima sono naturali se il sole continua a "diminuire".
La caduta di pressione è iniziata molti anni prima dell'attuale minimo, e non è chiaro del tutto se i due fenomeni siano collegati.
Questo è un altro mistero per il SDO (Solar Dynamics Observatory).
Il testo completo lo potete leggere qui: science.nasa.gov


Bollettini sul Ciclo solare (21 Maggio 2008)

Penso sia inutile annoiare il lettore con bollettini di "guerra" tipo... "oggi ci sono state 2 macchie solari, erano già 2 settimane che non se ne vedevano... forse tra qualche giorno ne vedremo delle belle... ecc. ecc."
La mia opinione è che tutto ciò non serve a niente. Basta cliccare su un link qualsiasi sulla sinistra, nel blocco "Sunspot", per avere sottomano "primizie" fresche di giornata, senza essere ripetitivo.
Preferisco invece continuare il discorso come fosse una chiacchierata tra amici...
Sappiamo che un ciclo solare è causato dal cambiamento del campo magnetico del Sole; sappiamo anche cos'è un campo magnetico, e al di là delle fredde formule, forse ci interessa di più sapere che il magnetismo è conosciuto da migliaia di anni e che in natura si trova in certe rocce, sotto forma di magnetite.
Ci fa anche più piacere sapere che il termine "magnetismo" deriva dalla città di Magnesia, in Asia Minore, dove i magneti furono scoperti la prima volta.
Galileo, attorno al 1610, osservò le macchie scure sul disco del Sole e ipotizzò che fossero delle nubi che si trovano al di sopra della superficie, impedendo alla luce solare di arrivare fino a noi. Noi ora sappiamo che le macchie solari sono più scure della zona circostante perché sono leggermente più fredde, poiché gli intensi campi magnetici in qualche modo rallentano il flusso termico locale che proviene dall'interno del Sole. E il processo che è alla base di tutto questo è ancora poco noto.
Le macchie solari appaiono quindi come vere e proprie macchie scure che contrastano con lo sfondo più luminoso. Possono avere dimensioni pari anche a 10 volte la Terra.
Ogni 11 anni la polarità del campo magnetico solare si inverte, e quindi il ciclo effettivo, in realtà, è di 22 anni. Infatti, 22 anni è il periodo in cui il campo magnetico del Sole ruota di 360 gradi.
Ma perché c'è un ciclo solare?
Bella domanda! Nessuno lo sa. Una spiegazione scientifica del ciclo solare è un problema fondamentale della fisica ancora in attesa di essere risolto.


L'attuale minimo solare (23 Aprile 2008)

Il dott. Kenneth (Ken) Tapping (scienziato esperto in fisica e influenza solare sui cambiamenti climatici, radioastronomia, ecc.) ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche del Canada, Istituto di Astrofisica Herzberg, interviene con questo documento, liberamente scaricabile dal nostro Sito, sulle insistenti dichiarazioni di alcuni scienziati che attribuiscono al vecchio Ciclo Solare 23 una durata insolita.
Il documento, inviatoci gentilmente per conoscenza, in pratica è la risposta a inesatte e fuorvianti dichiarazioni apparse su "Investor's Business Daily", nel febbraio 2008, dove si diceva che la durata del Ciclo 23 è un fatto decisamente insolito perché il sole sta modificando il proprio comportamento.
Attraverso alcuni grafici, presenti nel documento, egli dimostra che il ciclo 1964-1977 (20) per esempio, con una durata di 13 anni, fu inusuale, ma non insolito.
Nella fig. 2, sovrapponendo i grafici del 1964-77 (traccia rossa) e del 1997-??? (traccia nera) si può constatare che il Ciclo 23 non è ancora lungo come il 20.
Per superare la durata del Ciclo 1964-1977 (20), il nuovo Ciclo 24 dovrebbe ritardare ancora e iniziare almeno nel 2009.
Dal grafico della fig. 3, che rappresenta i cicli solari nel corso degli ultimi 300 anni, si nota come la durata del ciclo 1964-1977 (20), con una durata di 13 anni, fu inusuale, ma non insolito.
Tapping conclude affermando che in questo momento è ingiustificato presumere che il sole stia modificando significativamente il proprio comportamento.
Sulla base delle attuali macchie solari, non si può supporre che qualcosa di strano stia accadendo, a meno che il prossimo Ciclo 24 ritardi il suo inizio nel 2009 o 2010.


A proposito di macchie solari... (22 Aprile 2008)

Rovistando in lungo e in largo sul web, in tanti siti scientifici (e non) troviamo pagine e pagine di previsioni sul 24° Ciclo Solare che lasciano in verità un po' perplessi.
Perché? Perché alla fine il Sole farà quello che vuole, ed è inutile continuare a dare dei numeri basandosi sui vecchi cicli: ogni ciclo è diverso dall'altro e quindi tutto si riduce a semplici ipotesi, congetture che non servono a niente. E' solo un azzardo e null'altro!
Infatti, è dalla fine del 2006 che tanti scienziati e astronomi vogliono avere l'ultima parola: c'è chi dice che il Ciclo 24 sarà intenso, altri prevedono una bassa o quantomeno moderata attività. Altri addirittura mettono in dubbio che il nuovo ciclo sia iniziato. Provate a digitare su un motore di ricerca la frase " solar cycle 24 ": rimarrete sorpresi.
Come ebbe modo di dire più volte l'astronomo Piers Corbyn, le previsioni si chiamano così perché non sono certezze, e alla fine si rischia la credibilità...
Dal nostro punto di vista, egoisticamente parlando, interessa che sul Sole ci siano un po' di macchie solari, quel tanto che basta per fare ottimi collegamenti... vi pare?
Per sapere cosa sono e come si formano le macchie solari possiamo < a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchia_solare" target="_blank">leggere qui, ma come si fa a contarle?
Contare le macchie solari non è così semplice come può sembrare.
Supponiamo di guardare il Sole attraverso un binocolo, con opportuni filtri e pochi ingrandimenti.
Potreste essere in grado di vedere due o tre grandi macchie.
Un osservatore che scrutasse invece con un telescopio ad alta potenza potrebbe vederne 10 o 20.
Un potente osservatorio spaziale potrebbe vederne ancora di più, diciamo da 50 a 100.
Ma allora, qual è il numero di sunspot corretto?
Ci sono due metodi in uso comune per calcolare il numero di sunspot.
Il primo (riportato giornalmente da "Boulder Sunspot Number") è calcolato dal NOAA Space Environment Center, e utilizza una formula ideata da Rudolph Wolf nel 1848.
Il metodo Boulder viene riportato ogni giorno su SpaceWeather.com, ed è di solito il 25% circa superiore al secondo indice ufficiale, l'"International Sunspot Number", pubblicato giornalmente dal Sunspot Index Data Center in Belgio.
Sia il Boulder che l'International utilizzano la stessa formula di base, ma integrano dati provenienti da diversi osservatori e altri fattori.
In generale, se dividete uno dei numeri ufficiali di sunspot per 15, otterrete il numero approssimativo delle singole macchie solari visibili sul disco solare, come se osservaste l'immagine del sole con il metodo della proiezione dell'oculare.


Ritardo del Ciclo Solare 24 (19 Aprile 2008)

Solaemon (SOLar Activity & Earth MONitor) è un sito belga che si occupa dell'attività del Sole e della Terra e collabora con l'Associazione Astronomica del Belgio.
Tra tanti documenti si trovano alcune osservazioni interessanti, che sintetizzo.
La prospettiva che il Ciclo Solare 23 continui ancora nei prossimi mesi è suffragata dall'osservazione del gruppo di 3 sunspot visti la settimana scorsa e appartenenti, appunto, al vecchio Ciclo, mentre nessun spot consistente del Ciclo 24 si è più visto, a parte uno molto breve apparso tra il 14 e 15 aprile (#990).
La NASA ha convocato il gruppo di scienziati addetti, perché stanno perdendo consensi e credibilità. Vi è una crescente preoccupazione per il ritardo nella partenza del ciclo 24. E adesso una nuova previsione preannuncia più ritardo.
Se la situazione non cambierà entro il mese di Maggio, il minimo solare raggiunto sarà il più lungo dalla fine dell'800.
Qualcuno pensa che il ciclo 24 non potrà iniziare che alla fine del 2008 o all'inizio del 2009.
In una ricerca statistica di Solaemon, sono stati confrontati alcuni cicli del passato con l'attuale transizione verso il 24. E l'inizio del 24 è da attendersi non prima del luglio 2008, e con ogni probabilità potrebbe iniziare solo nel primo semestre del 2009.
Il Ciclo 23 sarebbe quindi uno dei più lunghi degli ultimi 100 anni, e forse anche 160 anni.


Sunspot dal 23° Ciclo... (28 Marzo 2008)

Questo fine settimana il sole ha sorpreso un po' tutti con tre grandi macchie solari, provenienti però dal precedente ciclo solare.
Strano, ma perfettamente normale.
Scoprite che cosa sta accadendo sul sole qui: NASA Science News.


Il 24° ciclo solare si fa attendere... (23 Marzo 2008)

Siamo proprio sicuri che il nuovo ciclo solare sia iniziato?
Una definizione ufficiale dell'inizio di un ciclo solare non esiste.
Il ciclo di attività solare può essere quantificato dal numero di sunspot (giornalieri, mensili, annuali).
Sappiamo che un nuovo ciclo solare si manifesta con la comparsa di macchie solari ad alta latitudine con una configurazione magnetica invertita rispetto alle macchie solari del ciclo precedente.
Nel dicembre 2007, apparve una zona ad alta latitudine con la corretta configurazione magnetica, ma non furono osservate macchie solari.
Ma, a gennaio 2008, apparve un sunspot con la corretta configurazione magnetica.
Da notare che la comparsa di un sunspot isolato nel tempo, anche se con corretta configurazione magnetica, può indicare una falsa partenza se questa non è seguita da una sequenza di macchie solari con la corretta configurazione magnetica.
Ma sia il caso di dicembre che gennaio hanno dato indicazioni confortanti, secondo gli esperti NASA, circa l'inizio del nuovo ciclo.
Per contro, Piers Corbyn, astrofisico, meteorologo e fisico solare, afferma invece che "il 24° ciclo solare NON è ancora iniziato" nel senso che "non è stato ancora raggiunto quel minimo convenzionalmente utilizzato per definire la transizione."
Per quanto riguarda l'avvistamento della NASA a gennaio, egli dice che "non vi è alcun dubbio che è stata osservata una variazione, ma essa non ha significato molto."
Termina dicendo che secondo il suo parere "non ci saranno altre inversioni di polarità significative e durature se non dopo marzo". Staremo a vedere...
Paul Cook, K7RA, è un radioamatore che si occupa della propagazione e del sole, e pubblica dal 1991 un bollettino sul sito dell'ARRL. E qui trovate un elenco delle pubblicazioni.
Un articolo interessante di Paul dal titolo "K7RA on solar cycle "pessimists" and "optimists" è apparso su Solar Science.
Alla stessa pagina trovate l'intervento di Piers Corbyn e altre letture interessanti.
(Fonte: Solar Science, ARRL, NASA)


Dove sono finite le macchie solari ??? (20 Febbraio 2008)

A proposito di macchie solari, in un interessante articolo apparso tempo fa sul famoso sito del NOAA (National Oceanic Atmospheric Administration) dal titolo: "L'aumento o la diminuzione di macchie solari possono influenzare il clima della Terra ?", si afferma, tra tante considerazioni, che il perdurare della mancanza di macchie solari potrebbe rappresentare un rilevante "minimo solare", come accadde tra il 1600 e il 1700, meglio conosciuto come "Maunder Minimum" e che coincise, ma non vi è certezza se esiste correlazione, con una "Piccola Era Glaciale", la cosiddetta "Little Ice Age".
Anche Steven Milloy, ipotizza che se l'attività solare continua ad essere così marcatamente bassa, e gli inverni così freddi, dobbiamo aspettarci (forse) una nuova significativa tendenza globale di raffreddamento, e quindi un'altra "Little Ice Age"...???
(Fonte: NOAA, FoxNews-Junk Science)


Il 24° Ciclo Solare è iniziato? (5 Gennaio 2008)

Lo sapevate che... il 24° Ciclo Solare è iniziato il 4 gennaio (NOAA). Il segnale è arrivato con la comparsa, a latitudine elevata, di una grande macchia solare con magnetismo inverso.
L'inizio del nuovo Ciclo chiude il "Ciclo Minimo" che abbiamo attraversato nel corso degli ultimi 11 anni. Il Massimo Solare è atteso fra il 2011 ed il 2012: Ciclo esplosivo.
Strano ma vero: mentre il 24° Ciclo Solare è iniziato, il 23° non è ancora finito.
Entrambi i cicli coesisteranno per un periodo di tempo, forse un anno o più. Nei prossimi mesi potremo vedere macchie solari del vecchio Ciclo e macchie solari del nuovo Ciclo contemporaneamente: Cycle 24.



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