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Autori › Una piccola storia di piccole radio (2)
Una piccola storia di piccole radio (2)

UNA PICCOLA STORIA DI PICCOLE RADIO

Gli "antichi" QRP, scritto da un "antico" del QRP
by Attilio I1BAY - I QRP Club 309

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Indice della pagina 2

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I VHF a transistor

Con il transistor l'evoluzione in elettronica ha assunto un ritmo incredibile e in poco tempo vengono raggiunti traguardi semplicemente impensabili solo poco prima. È così che un radioamatore tedesco dei più svegli pensa, costruisce il primo "palmare" a transistor, in 144 MHz, in Europa! Era DL6SW che in uno scantinato produceva un "walk talk" che era allora d'avanguardia, senza minimamente immaginare cosa sarebbe successo dopo con i palmari e i telefonini.
Era la fine del 1964 e con quel ricetrans in 144 MHz, alimentato da 3 pile a 4,5 V, ricevitore a conversione e TX a quarzo, potenza mezzo Watt in AM, una sera, da una collina intorno Sanremo, ho fatto QSO con l'Algeria, con la sua antennina, tenendolo in mano! Ah..., poesia del tempo andato!

Anche in Italia per merito della Labes, nel 1965 uscì un ricetrans a transistor per i 144 MHz, RX a conversione e TX AM a quarzo da 500 mW in antenna, tre pile da 4,5 V per alimentazione. A questo ricetrans segue l'anno dopo il modello B con una potenza di 2 W allo stadio finale, che ha avuto larga diffusione. Io l'ho usato a lungo e ho fatto anche contest dalle montagne perché era molto portatile, leggero e stava comodamente nello zaino.
Per i "palmari", nella foto, un confronto per le dimensioni... ieri, oggi... e domani?

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QRP per scelta

Bisogna attendere il 1969 perché una casa americana allora sconosciuta, la Ten Tec, offra in vendita "telaietti" premontati per costruire un RX o un TX o insieme un ricetrans a transistor QRP per due bande amatoriali.
Questa offerta di kit coglie di sorpresa la Heathkit, casa americana di grandi tradizioni nell'offerta del "fai da te" ma allora ancora presa a costruire kit a valvole.
La scelta della Ten Tec fu una scelta mirata proprio verso il QRP a transistor. Da questo momento il QRP non sarà più una conseguenza del non avere, ma la scelta... del non volere! La scelta di non voler essere intruppati fra i pigia bottoni, la scelta ancora di voler costruire la propria apparecchiatura e di sapere cosa c'è dentro la scatola, la scelta di riconsiderarsi come operatori e ogni volta riprovare l'abilità, i mezzi, consci cioé di cosa si sta facendo perché il QRP è formativo e cultura delle comunicazioni.

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Il Power Mite 3

La foto mostra questo primo ricetrans della Ten Tec (molto raro, perché ne sono stati venduti pochissimi pezzi) con la scatola in legno, versione "amatoriale", perché il contenitore non veniva venduto dalla casa.
Transistors 9 e il primo "ragnetto" (lc)! Due bande: 40 m. e 20 m. RX conversione diretta e reazione controllata, TX ,VFO, con ben 4 W in antenna!
Una vera potenza per l'epoca!

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Il Power Mite 3A

Questo ricetrans è dell'anno dopo, cioè il 1970 (è altrettanto raro). Il kit è come il Power Mite 3, solo in più la commutazione ricezione-trasmissione con comando a relais e la scatola contenitore.

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1971: data storica per il QRP! Nasce l'Argonaut...

...che diventerà in breve tempo conosciutissimo fra i radioamatori sino a diventare un mito.
Pensate: tutte le bande, 5 W, tutti i modi LSB-USB, CW! RX conversione con VFO analogico a permeabilità variabile, stabilissimo, tanto che veniva usato in portatile come ricevitore con convertitore per andare in 144 MHz! Io ho fatto molti QSO in AFSK in RTTY con i suoi 5 W!
Brutto, lo chiamavo "scatola da scarpe", per il suo "case", ma aveva un'efficienza incredibile, capitava di fare QSO in SSB, dichiarare la potenza e non essere creduto, peggio... qualche altra volta il corrispondente non riprendeva neppure!
Certamente una pietra miliare nel QRP e non solo nel QRP. Non era un kit.

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Heathkit HW7

Nel 1972 risveglio della Heathkit, che supera il gap tecnologico ed esce finalmente con un kit a transistor per un ricetrans 3 bande 40/20/15 metri, VFO con possibilità di inserzione di quarzo, uscita 2,5 W, solo telegrafia, ricevitore conversione diretta con reazione controllata, S-meter, ricezione in cuffia.
Questo apparecchio è stato da me ritoccato poco, ho solo innestato una sintonia demoltiplicata, un fusibile di protezione e qualche leggera variazione circuitale.
Accendere questo apparecchio, come altri apparati dell'epoca, ora, dopo tanti anni, e riuscire a fare ancora un QSO, non può non commuovere e restarne stupiti.

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Arrivano gli "occhi a mandorla": Mizuho DC 701

Era il 1974 quando la Mizuho, che costruiva apparati QRP singola banda non in kit, decide di offrire questo kit (rarissimo), 3 bande, 40/20/15 m. copiando, in meglio, l'HW.
In meglio perché molto curato, ha soluzioni con accessori inseriti dentro come: l'altoparlante, il porta pile, il paddle e il key elettronico, oltre che fusibile di protezione a pannello, S-meter orizzontale e porta cristallo interno. TX 5 W 550 mA, solo telegrafia, uscita RF 4/5 W. RX conversione diretta, reazione controllata. Uscita BF in cuffia o in altoparlante; consumi: con luce scala e S-meter 105 mA.
Purtroppo in ricezione si nota una certa microfonicità. Il key elettronico interno lascia molto a desiderare.

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VHF: i "palmari" QRP - Standard SCR 146

Con il 1972 comincia l'invasione dei palmari VHF giapponesi. La Standard esce con lo SCR 146, 1 W, 5 canali FM, che avrà poca fortuna.
1973, Standard SCR 146A FM, 5 canali quarzati, 2 W RF pile o batterie interne: questo modello avrà fortuna e invaderà il mondo sia amatoriale che professionale, nautico, aeronautico ecc.
Da questo momento i palmari in VHF e poi UHF diventeranno dominio incontrastato giapponese, nasceranno un gran numero di case costruttrici che creeranno un numero infinito di modelli, rimanendo però come potenze, sino ad oggi, nel limite del QRP.
Storia recente che non verrà più ripresa dato poi per il QRP nel limite dei 5 W ci stanno un po' tutti i palmari.

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1973: ERE Italia - Mobil 5

Una ditta italiana condotta da radioamatori esce sul mercato già molto affollato di proposte con una apparecchiatura interessante: il "Mobil five", che incontrerà un buon successo perché ben strutturato e costruito con VFO da 144 a 146 MHz in AM e FM e, volendo, anche lo sgancio a -600 KHz per i ponti. La potenza buona oltre 5 W. Molti accessori per il portatile.

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1975: ERE Italia - Shak Two

Dalla ERE esce lo Shak Two, un apparecchio tutto italiano, unico in Europa in concorrenza con i grandi colossi giapponesi, costruzione di buona qualità con soluzioni d'avanguardia e con prezzi competitivi. Tutti i modi SSB, AM, CW, FM, con sgancio per i ponti a -600 KHz.
Grande stabilità con 20 W d'uscita e RX semplice conversione di grande sensibilità. Rimarrà in produzione per parecchi anni sino all'avvento dei PLL.


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